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Bella e infelice donna

Maria Canera di Salasco. La Contessa Garibaldina

Descrizione

Maria Canera di Salasco è una donna molto bella e affascinante che sin dall’infanzia manifesta uno spirito irrequieto, ma libero. Il suo carattere è forte e deciso, contrario ai compromessi e possiede un’intelligenza acuta e una curiosità sempre vigile, che la porteranno a seguire per anni l’eroe che diede dignità al Risorgimento italiano e che infiammò le menti dei giovani di tutto il mondo: Giuseppe Garibaldi.
Figlia del Capo di Stato Maggiore dell’esercito piemontese passato alla storia come colui che firmò l’armistizio con le armate austriache che pose fine alla Prima guerra d'Indipendenza, Maria non è una “cortigiana” in cerca di avventure: è una donna lucida e vuole interpretare un ruolo che la società dell’epoca le rifiuta perché non può essere concepito per una donna. La sua vita è passione politica, è una donna fuori dagli schemi, che non si riconosce nel destino di madre o di moglie.
La storiografia ufficiale ha preferito dimenticarla, immaginarla come una donna dalla vita disordinata, incapace di essere madre, amante di molti uomini, dissipatrice del patrimonio familiare, ridotta in miseria, assediata dai creditori e infine reclusa in un manicomio.
Massimo Novelli, con la sua indubbia capacità da giornalista di scavare negli archivi, ricostruisce i fatti, li collega tra loro, rivelando i punti ancora oscuri. Ne emerge una donna vera con pregi e virtù e sicuramente con non pochi difetti: una donna europea, anticipatrice di numerose battaglie, anche di emancipazione della figura femminile. Una donna scomoda, libera, autonoma e ingombrante in quanto, probabilmente, troppo intelligente e determinata per una società che faceva fatica a comprenderla.

Al ballo di Corte del 25 gennaio 1854, nelle sale del Palazzo Reale di Torino, sicuramente si parlava e si sparlava della contessa di Castiglione. Maria Martini Giovio della Torre, nata Canera di Salasco, tuttavia, era a sua volta sulla bocca di molti; e lo sarebbe stata sempre di più proprio a partire da quel 1854, dopo i suoi incontri a Londra e a Genova con Giuseppe Garibaldi. Stava crescendo la fama “sulla sua vita spirituale e morale”, scriverà Armando Sapori, “sulla quale il giudizio aspro, e addirittura la condanna, de' parenti sembra si siano fissati nell'attributo generico e dispregiativo di ‘avventuriera’” (34). Si diffondeva insomma la “triste celebrità”, di cui avrebbe parlato Cavour in lettera al barone Alexandre Michaud, console sardo a Ginevra, del 16 settembre del 1856...
 
 

Biografia dell'autore


Novelli Massimo

Massimo Novelli, giornalista di "La Repubblica" e scrittore, vive e lavora a Torino. Ha all'attivo numerosi libri, fra i quali ricordiamo "Il processo. Storia segreta del processo Fiat" (Editori Riuniti), scritto con Marco Travaglio e Paolo Griseri, "La gran fiera magnara" (Il Leone Verde)e "Lea Schiavi. La donna che sapeva troppo" (Spoon River)


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