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Maurizio Magnabosco

Pagina di Maurizio Magnabosco

Maurizio Magnabosco
autore
Araba Fenice
Maurizio Magnabosco nasce il 22 marzo del 1945: un mese prima della fine della Seconda Guerra Mondiale sull’altopiano di Asiago. Si laurea alla Facoltà di Sociologia di Trento. Entra in Fiat dove, a Mirafiori, per gli stabilimenti automotive a livello mondiale, per trent’anni si occupa, in posizione apicale, di relazioni industriali e di risorse umane. Approda al vertice di aziende partecipate del Comune di Torino.

L’idea di rileggere la parabola industriale di Fiat che va dagli anni ’70 agli anni ’90, con la sua progressiva ramificazione nel mondo, sia da parte di chi la studiata, sia da parte di chi l’ha vissuta nasce a Torino nell’ambito del Polo del Novecento, dall’Associazione culturale Vera Nocentini. È un tentativo di costruire e arricchire la memoria storica degli eventi sociali, economici, sindacali e industriali intrecciati alla grande azienda torinese. Già in quelli anni era prassi creare occasioni e luoghi dove riunire studiosi, storici, tecnocrati, economisti, managers, sindacalisti e politici per valutare l’impatto, azzardare una diagnosi, stimare un trend proprio in un periodo “sferzato” da impetuosi venti di trasformazione economica e sociale. Il punto di riferimento per tutti noi era Giuseppe Berta, un caposcuola, della ricostruzione storica della Fiat, dell’Olivetti, insomma della grande industria del nostro paese. Da questo quadro ha preso il via dal 2004 ad oggi il lavoro (con Carlo Degiacomi) del racconto che il libro propone ai lettori, impreziosito dal confronto con un gruppo di persone. Le voci autorevoli di Bruno Manghi, Sergio Chiamparino, Tom Dealessandri, Gianfranco Zabaldano, Sandro Baraggioli, dei docenti universitari Stefano Musso, Angelo Picchierri, Sergio Scamuzzi, dei colleghi di lavoro Gianni Raselli, Rocco Cane, Luciano Massone, Maria Grazia Civita.

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