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Tempi di guerra.

L’affondamento della nave Sinfra. Boves Kaputt! Un ragazzo del '99 alla Grande Guerra

Descrizione

“Tempi di guerra” di Donato Dutto, alias Donà di san Mauro, raccoglie due “classici”, pubblicati (e più volte ristampati) come titoli singoli fra il 1950 e il 2010: due storie autobiografiche che testimoniano le esperienze vissute da Donà durante la Seconda Guerra Mondiale, “L’affondamento della nave Sinfra” e “Boves Kaputt!”.

L’affondamento della nave Sinfra” descrive il naufragio della nave Sinfra, avvenuto nella notte tra il 18 e il 19 ottobre 1943 nel Mar Egeo. Dutto, che non sapeva nuotare, sopravvisse miracolosamente grazie a un salvagente e a una serie di eventi fortuiti, tra cui l’aiuto di altri naufraghi e il ritrovamento di una tavola galleggiante. La sua narrazione descrive con vividezza il caos, la disperazione e la lotta per la sopravvivenza durante il naufragio, evidenziando la brutalità della guerra e la fragilità della vita. “Boves Kaputt!” è dedicato invece alla tragedia di Boves, il paese natale dell’autore, che fu teatro del primo eccidio nazista in Italia il 19 settembre 1943. Dopo l’armistizio dell’8 settembre, il paese fu coinvolto in scontri tra partigiani e truppe tedesche. Dutto, tornato a Boves dopo le vicende narrate nell’Affondamento della Nave Sinfra, racconta il difficile compito di ricostruire il paese e di mediare tra le forze in campo per limitare i danni. Una storia che si intreccia con quella della sua famiglia, che visse in prima linea gli eventi, e con il suo ruolo come Commissario Prefettizio nell’ultimo, terribile anno di occupazione nazista.

In appendice, un piccolo ma molto significativo bonus: il capitolo dell’autobiografia dell’autore – scritta poco prima di morire, nel 1975, e rimasta fino ad oggi inedita – dedicato al suo anno da bersagliere sul Piave, da Ragazzo del ’99, nei mesi finali della Grande Guerra.

Donato Dutto (Donà di San Mauro)

Donà di San Mauro è il "nome d'arte" di Donato Dutto, nato nella frazione San Mauro di Boves nel 1899, ultimo di 10 figli. Seminarista, è richiamato al fronte nel dicembre 1917, dopo la disfatta di Caporetto, come sottotenente dei Bersaglieri. Da "Ragazzo del '99", viene congedato col grado di Tenente. Abbandonata la tonaca, si laurea a Torino nel 1922 in Scienze economiche e finanziarie, e lascia l'Europa per l'America Latina. Dopo cinque anni, trascorsi perlopiù in Argentina (dove svolge la professione di maestro), torna al paese nel 1927 per riprendere gli affari di famiglia e sposarsi con una giovane del 1907, Maria Giuliano. Insieme, fra il 1928 e il 1938, avranno tre figli. In quegli anni vive fra Boves, Cuneo e la Val Roya, dove apre alcune attività commerciali. Lo scoppio della II Guerra Mondiale lo coglie però a Roma, dove si era recato per inseguire il sogno del teatro e (forse) del cinema: aveva scritto infatti già tre pieces, una delle quali, Beatrice di Tenda, rappresentata con un certo successo. All'inizio del conflitto, viene richiamato come capitano di Fanteria nella Divisione Siena, e inviato sul fronte italo-francese per quei pochi giorni che durò la prima fase del conflitto. Viene quindi inviato nel marzo del 1941 in Albania, al Monastero (quota 731), dove sperimenta la tragedia di un esercito impreparato e male organizzato, e infine a Creta. Qui rimane per due anni, fino allo sfascio dell'8 settembre. Dopo la resa alla Germania, accetta di aderire alla Repubblica Sociale per salvarsi la vita, e può far così ritorno in patria. Sopravvive all'affondamento della nave "Sinfra" su cui era stato imbarcato, disastro in cui perdono la vita circa 2000 soldati italiani (le vicende della guerra sono raccontate da lui stesso nel libro L'affondamento della nave Sinfra , che Araba Fenice ha ripubblicato nel 2005). Giunto a Boves nel dicembre 1943, dopo un viaggio avventuroso in treno attraverso i Balcani, accetta nell'estate del 1944 l'onerosa carica di Commissario Prefettizio. Portatala a termine onorevolmente, dopo la guerra vive da battagliero cittadino (nel 1946 è il primo Presidente della neonata Famija Bovesana, e perde di poco le elezioni a sindaco, a metà degli anni '50) e prodigo autore di poesie, drammi, libelli e traduzioni nella sua Boves fino alla scomparsa, avvenuta il 21 giugno 1975.
Alcune delle sue opere: Una strana agenzia, Caino, Beatrice di Tenda, Ristrutturare la società, Sonetti alla diavola, Boves Kaput!, L'affondamento della nave Sinfra, Barbaroux, Giustizia sociale.

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Tempi di guerra.
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