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All'orizzonte cantano le cascate

E le navi ballano sul filo, dalla via del sale a Capo Horn

Descrizione

Londra, 2005. Fra i volumi di seconda mano di una libreria a Charing Cross affiorano due tesori, la gustosa lettera di fine '800 di un contadino di Langa che narra di Onorino ( giovane piemontese salito in Inghilterra per vedere Mazzini e poi salpato per l'America), e il coevo manoscritto di Dave MacAuslin nel quale s'intrecciano le vicende dello stesso Onorino, l'urgenza di raccontare di una madre che muore e la distaccata amarezza di un figlio il cui padre, Larry, da sempre vaga per il mondo alla ricerca di sé. Il libro di Dave come una matrioska contiene il diario del padre, misteriosamente macchiato di sangue e sfregiato da un indecifrabile ghirigoro nell'ultima pagina: storie di mare e riverberi risorgimentali, episodi di frontiera americana, di battaglie, di esuli newyorchesi in camicia rossa e di italiani in giubba blu del Settimo Cavalleggeri. Una storia che si dipana fra odori di tempeste oceaniche e di aria 'd marin di Langa, misteri e passioni, ineffabili sorprese e imprevedibili incontri.

Infine partii. Non mi fu lieve. Evitai l'addio. Me ne andai apposta molto prima dell'alba. Come un ladro gentiluomo lasciai un biglietto: "Cara Mary, cari Dave e Dawnie, la cosa migliore da fare, migliore per tutti, è che io parta per New York, dove tramonta

Biografia dell'autore


Teresio Asola

Sono nato ad Alba l'ultimo sabato di novembre del 1960. Era l'ora in cui al mercato di San Giovanni sbaraccavano le merci, e al tramestio dei clienti misto al vociare dei venditori si avvicendava il muto lavorìo dello sgombero: un contadino segaligno copriva con la tela le robiole nella cesta di vimini e s'incamminava alla corriera delle due dopo un'ultima visita all'osteria; un trifulau ricacciava in una tasca che sapeva di trinciato il fazzoletto a quadri con l'invenduto degli ultimi tartufi di stagione, stringendosi nel pastrano di lana nera; un campagnino spingeva su un carretto a due ruote i sacchi di legumi - uno alla volta - per riporli ritti sul camion; una contadina trasferiva sulla giardinetta gabbie pigolanti di pulcini e conigliere irte d'orecchie; un allevatore tirava su per la rampa dell'autocarro un quadrupede recalcitrante legato a un canapo giallo sfilacciato. Il primo vagito s'impastò col frignare di una pecora; non col ralio di un somaro, peccato. Il mio nome è Teresio, in onore della nonna come usava da queste parti e perchè un sant'uomo dal bell'aspetto - tutto casa e famiglia - che abitava nel borgo portava quel nome; fortunato, io, che quel tale non si chiamasse Policarpo o Ildefonso. Il cognome, Asola, non so. Medievali ascendenze sartoriali, forse.
Laurea in Lingue nel 1984 con una tesi su George Orwell: Un pò di poesia (Diario in frammenti, 1983) mentre scrivevo recensioni di libri per un settimanale locale e imparavo un mestiere nella più grande azienda di Alba. Per lavoro ho bazzicato - convintamente - diverse funzioni aziendali (marketing, personale, organizzazione), curiosato in svariati settori industriali (alimentare, robotica, elettromeccanica, abbigliamento, cartario), prima di essere scelto per dirigere, nel '99, un'azienda pubblica del Torinese animata dall'ambizione di nuovi paradigmi e di grandi sfide: efficienza energetica globale, energie rinnovabili e sostenibilità. Nel 2009 ho firmato un capitolo dell'ultimo libro del covincitore del Nobel per la Pace 2007 Woodrow W.Clark, Sustainable Communities (Springer). In anni passati ho tradotto (per mero svago e piacere) pagine di Marquez, Orwell, Malamud e A.Miller; nel 1993, Relato de un naufrago di G.G.Marquez. Nel poco tempo libero scrivo. Alla parola orale - per indole, per carattere - preferisco quella scritta. Ho una moglie e tre figli di 19, 18 e 10 anni, che mi sopportano nel mio notturno scrivere. Abito a Torino dal 1987.


Molto bello. Ho trascorso due serate intense sulle pagine di "All'orizzonte cantano le cascate", lontano dai frastuoni televisivi. Lo rileggerò quanto prima, lo consiglierò e lo regalerò. Credo che comprerò anche "Volevo vedere l'Africa", dello stesso autore. Grazie, Araba Fenice. Ne ho ordinate altre due copie online da regalare ad amici, ho visto che ci sono sconti su Inmondadori, IBS e Lafeltrinelli. Grazie. VB

Ho letto prima questo libro e poi, del medesimo autore, "Volevo vedere l'Africa". Bellissimi entrambi. Appartengono alla categoria di quei libri che, quando hai finito di leggere, vorresti riprendere in mano per rileggere da capo e non interrompere la magia. Il libro "africano" di Asola parlava delle nostre colline di Langa, dei contastorie e di un ragazzo: un ragazzo che rimane tale, anche a 85 anni quando racconta al figlio le sue formidabili avventure. Questo libro, "All'orizzonte...", è un romanzo storico che fa sognare come potevano far sognare i romanzi di Melville, Salgari o Verne. Leggendo questo romanzo, dalla Langa di Roddino navighi per mari estremi fino a Capo Nord e divertendoti impari la storia (Garibaldi, Meucci, Custer per citare alcuni). Decisamente da consigliare.

Bello. Avvincente. Un bel libro per rincorrere le emozioni ripassando la storia. Da pelle d'oca, si legge d'un fiato. Emozioni di mare, di Langa e di saghe familiari. Storie di paesi vicini e di un mondo davvero vasto ma a noi vicino. Un mondo pieno di sorprese. Libro da consigliare.

Romanzo storico e saga familiare, fra Rivoluzione Industriale inglese, carestia in Irlanda, migrazione americana, frontiera e Risorgimento, aria ‘d marin di Langa e tempeste oceaniche, pirati e testeviroire, Salgari e Melville fra gli ispiratori. Due i protagonisti principali: Onorino, un contadino di Langa partito da Roddino nel 1845 per vedere Mazzini a Londra e Larry, un carpentiere navale salpato nel 1846 per l’Australia a bordo di una nave di galeotti per ritornare 36 anni dopo, nel 1882, poco dopo la morte di Darwin e di sua moglie. I due, il langhetto e l'inglese s’incontrano in Inghilterra e nell’inverno del ‘49 emigrano in America, dove trovano il Risorgimento italiano, mescolato alla storia degli Stati Uniti d’America. I due amici trovano lavoro nella fabbrica di candele di Meucci a Staten Island, dove il marinaio Giuseppe Garibaldi freme per un imbarco. I due, l’inglese e il langhetto, osservano il loro personale Risorgimento, da un’angolazione particolare. Un Risorgimento visto attraverso gli occhi e le parole dell’inglese, del langhetto di Roddino, di esuli in camicia rossa a New York e di un passionale Garibaldi nei travagli seguiti alla morte della sua Anita. Dopo un viaggio di Larry con Garibaldi fino in Cina, i due affrontano il grande Ovest, dove - venticinque anni dopo New York - s’imbattono ancora nel Risorgimento e nel vecchio Piemonte, questa volta fra Wyoming e North Dakota, attraverso le parole dei soldati del Settimo Cavalleggeri emigrati dall’Italia, al servizio del perdente Custer invece che del vincente Garibaldi, i più con esperienze importanti nelle guerre risorgimentali, che riemergono nei loro racconti attorno al fuoco dopo la battaglia di Little Bighorn. Oltre questi intrecci, un figlio che attende il padre per decenni e una madre che muore, prima della sorpresa finale, strettamente legata al tema del ritorno, del ritrovarsi, del riacciuffare le radici dopo il necessario migrare.

All'orizzonte cantano le cascate
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