Descrizione
Internità di Armando Sichenze è il sesto libro della Collana Tracce di benessere ricombinate... (tbr), ideata e diretta da Daniela Gariglio e illustrata da Albertina Bollati.
Con questo libro, scritto con la mente e con il cuore, l’Autore ci regala la sua anima, luogo di energia vivente come spirito collettivo. Pubblicato postumo, ha assunto, per Gariglio, la forma di “laica preghiera”, come assenza rivelatasi presenza di un esserci ancora, in “bellezza e amore”, sempre ricercate da Sichenze con assiduità e tenacia. Armando, “cercatore di bellezza e di amore”, ha pervaso il libro di parole ed immagini. Ciò lascia in eredità al lettore l’invito a comprendere l’essenza dell’architettura. L’Architettura è la possibilità sinergica di compendiare passato presente e futuro, così come succede nel lavoro psicoanalitico; in comune c’è l’esperienza della trasformazione. Ciò significa che, entrare in uno spazio, in comunione con l’armonia comunicativa dialogante assonante, disvela la risonanza delle vite che hanno attraversato e che attraverseranno molteplici situazioni. Questo libro può anche leggersi quindi come un primo tentativo di incontro tra psicoanalisi e architettura. Il modo di “architettare” dell’Autore può infatti sintonizzarsi con l’approccio psicoanalitico. Allora, stare, muoversi, vivere in un luogo in modo autentico mobilita tutte le risorse energetico-vitali. E dunque, abitare è entrare in sintonia con lo spazio/tempo, per farne un luogo noto di appartenenza reciproca. Stiamo quindi per intraprendere un viaggio nelle profondità della dimensione vitale dei luoghi, viaggio, che potrebbe sovrapporsi, progressivamente, al cammino nelle profondità dello spirito di ciascuno. Colui che naviga su queste parole – fissate su foglio bianco e che volano leggere da un’anima all’altra di creature vive e di luoghi ugualmente vivi – potrebbe anche attraversare la soglia che introduce al proprio viaggio interiore.
Con questo libro, scritto con la mente e con il cuore, l’Autore ci regala la sua anima, luogo di energia vivente come spirito collettivo. Pubblicato postumo, ha assunto, per Gariglio, la forma di “laica preghiera”, come assenza rivelatasi presenza di un esserci ancora, in “bellezza e amore”, sempre ricercate da Sichenze con assiduità e tenacia. Armando, “cercatore di bellezza e di amore”, ha pervaso il libro di parole ed immagini. Ciò lascia in eredità al lettore l’invito a comprendere l’essenza dell’architettura. L’Architettura è la possibilità sinergica di compendiare passato presente e futuro, così come succede nel lavoro psicoanalitico; in comune c’è l’esperienza della trasformazione. Ciò significa che, entrare in uno spazio, in comunione con l’armonia comunicativa dialogante assonante, disvela la risonanza delle vite che hanno attraversato e che attraverseranno molteplici situazioni. Questo libro può anche leggersi quindi come un primo tentativo di incontro tra psicoanalisi e architettura. Il modo di “architettare” dell’Autore può infatti sintonizzarsi con l’approccio psicoanalitico. Allora, stare, muoversi, vivere in un luogo in modo autentico mobilita tutte le risorse energetico-vitali. E dunque, abitare è entrare in sintonia con lo spazio/tempo, per farne un luogo noto di appartenenza reciproca. Stiamo quindi per intraprendere un viaggio nelle profondità della dimensione vitale dei luoghi, viaggio, che potrebbe sovrapporsi, progressivamente, al cammino nelle profondità dello spirito di ciascuno. Colui che naviga su queste parole – fissate su foglio bianco e che volano leggere da un’anima all’altra di creature vive e di luoghi ugualmente vivi – potrebbe anche attraversare la soglia che introduce al proprio viaggio interiore.