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La vita guarita

Sgarbugliando il gomitolo

Descrizione

La vita guarita. Sgarbugliando il gomitolo… di Enza Prunotto è il quinto libro della Collana Tracce di benessere ricombinate… (tbr), ideata e diretta da Daniela Gariglio e illustrata da Albertina Bollati. Il libro, introdotto dal disegno e spiegazione di Bollati, è accompagnato da una Prefazione di Gariglio, una Postfazione di Luciana La Stella e quattro Commenti di Enzo Demarchi, Alessandra Re, Matteo Riccò e Gerolamo Sirena. Prunotto introduce alla lettura dei suoi 4 Gomitoli, qui, “metafora di ingarbugliamenti e relativi snodi”, concludendo la presentazione dell’opera con un’apertura alla relazione e alla condivisione territoriale di “Progetti” di un’Associazione culturale che oggi allestisce “mostre di pittura e presentazione libri” dove la “Bellezza” è diventata naturale protagonista di vita e arte, accompagnata dall’affetto.
“Il titolo La vita guarita può apparire pretenzioso, ne dice l’Autrice, ma l’ha scelto per me l’inconscio, in un sogno”, mentre il sottotitolo, Sgarbugliando il gomitolo, descrive ciò che è successo per arrivare alla “guarigione”. Qui, protagonista è la trasformazione di percorsi “dal malessere alla gioia”, essendosi rielaborata, nel corso della vita, una esperienza di Micropsicoanalisi approfondita, che aveva riattraversato tracce traumatiche e di benessere onto-filogenetiche che, ricombinatesi, hanno dato luogo ad una nuova, gratificante percezione del mondo, come nello spirito di questa Collana. Oggi, Prunotto ne scrive: “Ci vogliono mani lunghissime e la forza di scavare, per riportare alla luce quelle radici profonde che hanno condizionato la propria vita”, ma la trasformazione, data dal lavoro analitico sedimentato, è ormai attivata, tutto è in mutazione, anche i ricordi dolenti. Così, dal grado di benessere raggiunto e stabilizzato, viene alla luce una creatività che non si ferma all’arte come rappresentazione ma si è imposta come “arte del vivere”. E allora, spiega Prunotto, dove “problemi e soluzioni si presentano insieme, ogni scelta corrisponde alla libertà di essere se stessi. Questa traccia, insieme alla gratitudine in cui vivo, penso sia la migliore eredità che io possa lasciare”.

Daniela Gariglio, psicoanalista scrittrice, Membro Didatta della Società Internazionale di Micropsicoanalisi SIM e Istituto Italiano IIM, vive a Torino. Psicologa Psicoterapeuta (già Insegnante di Lettere e Docente-formatrice in Specializzazioni Ministeriali), si è formata clinicamente, in ambito sperimentale e psicoanalitico di gruppo (Psicodramma lemoniano/lacaniano-junghiano) e individuale. Ha al suo attivo una produzione di narrativa e poesia, di impronta micropsicoanalitica, presente in Antologie e Dizionari (Helicon). Studiosa della creatività e degli aspetti di resilienza e benessere, ne ha fatto oggetto di lavoro e divulgazione scientifica in Convegni, Interventi (IIM, Opifer, Centro Camuno di Arte preistorica, Arte e Psicologia IAAPs, Docenza e Supervisione in Master russi di Micropsicoanalisi - 2016-2023 - e italiani), Iniziative varie e articoli (Psicoanalisi e Scienza, Anamorphosis, sito IIM etc.). Ha ideato e diretto la Collana di Narrativa micropsicoanalitica e Creatività postanalitica, I Nuovi Tentativi (Tirrenia Stampatori) e, dal 2017, la Collana Tracce di benessere ricombinate... con grafica di Albertina Bollati (Araba Fenice). Si rimanda alla sua bibliografia nel sito IIM- Membri dell’IIM, https://www.micropsicoanalisi.it/bibliografia-della-dott-ssa-daniela-gariglio/. La partecipazione di Gariglio al dibattito psicoanalitico contemporaneo mostra che ragione e sentimento, esprimibili nella cultura scientifica e umanistica, possono integrarsi creativamente.

Albertina Bollati vive a Torino. Ha disegnato loghi e copertine. Ha illustrato varie raccolte di poesie tra cui Palazzo di Giustizia e umanità limitrofe di Paolo Berti e Mario Napoli (Paola Caramella ed. 2007); Angeli e Incerto Confine di Stefano Vitale (disegnodiverso, Paola Gribaudo, 2013 e 2019); i saggi editi da ed. Araba Fenice usciti nella collana TBR e curati da Daniela Gariglio (2017 e segg); il romanzo Tango rosso di Maria Antonietta Macciocu (Golem ed. 2018) e Dieci racconti di Pretura di Mario Napoli (Graphot ed. 2022). Due le esposizioni di sue opere ad Arezzo e a Roma: Infinita Luna nel 2019 e Per Incantamento nel 2021.

Biografia dell'autore


Enza Prunotto

E' nata il 31 Marzo 1948 a Costigliole d’Asti dove si è ritrasferita definitivamente con il marito Carlo Bulgarelli, dopo una permanenza durata cinquant’anni a Torino. Prunotto (https://enzaprunotto.wordpress.com/) si dedica alla ricerca artistica assecondando la passione per disegno e pittura. Diplomata al Liceo Artistico e abilitata all’insegnamento, frequenta l’Accademia come allieva del pittore Giacomo Soffiantino e dello scultore Giovanni Paganin. Approfondisce lo studio dell’incisione col Prof. Vincenzo Gatti e si specializza in grafica e fotografia con pubblicazione di disegni su libri scolastici per le scuole medie. (“Creatività ed espressione” tre edizioni, M. C. Prette 1977, 1978 e 1979 ed. Giunti e Barbera), insegnando anche disegno e pittura in scuole statali torinesi e in un Liceo Artistico privato. Tiene corsi di tromp-l’oeil al Liceo Artistico statale di Torino. Dal 1978, per molti anni, gestisce un laboratorio d’arte applicata, realizzando tromp-l’oeil e decorazioni in negozi, abitazione, chiese, con tecniche antiche e moderne e alcuni lavori pubblicati su riviste di arredamento, anni ‘80 e ‘90: AD / CASA AMICA / 100 CUCINE / CASE AL MARE / PAVIMENTI ecc. Recentemente, scopre nella propria famiglia l’esistenza di Pietra Caterina Borio che svolse, nel 1600, la sua stessa attività in chiese piemontesi. Nel centro storico del paese, nel 2021, Prunotto apre una Galleria d’arte (https://enzaprunotto.wordpress.com/eventi-mostre/), mettendo a disposizione dell’Associazione A.P.S. Costigliole Cultura (Presidente Filippo Romagnolo) la casa dei genitori (abitata per 40 anni) e gli arredi. In La vita guarita, rilevando un non comune talento anche di scrittura, elabora e riflette in merito ad un suo approfondito lavoro psicoanalitico con indagine onto-filogenetica.

Ho letto con molto piacere “La vita guarita – sgarbugliando il gomitolo…-“ di Enza Prunotto, quinto libro della Collana Tracce di benessere ricombinate diretta da Daniela Gariglio. Cito l’appartenenza alla collana perché non si tratta di un’opera sciolta, ma di una narrazione che si inserisce in un continuum, che ha un prima e avrà un dopo, come lascia anche molto chiaramente intendere il titolo – se la vita è “guarita” si presuppone che prima fosse “malata” - , che utilizza parole e immagini che immediatamente toccano e creano legame con il riemerso di chi, come me, ha vissuto l’esperienza psicoanalitica.

Mi sono soffermata a lungo sulla lettura del Terzo Gomitolo, immaginando innanzitutto il lavoro di trasformazione della Casa, in cui per tanti anni anni avevano vissuto i genitori, in quella che ho subito percepito non solo come una Galleria, una silenziosa sede espositiva, ma come una Abitazione nuova per quella Associazione culturale ri-fondata con un gruppo di amici, una nuova famiglia.
Ho percepito quelle che Enza Prunotto chiama “Recensioni – Artisti in mostra” – , il cuore di questo Terzo Gomitolo, come veri e propri Dialoghi con le opere e con gli artisti, come la trasformazione delle sue “impressioni” di fronte a forme e colori in parole scritte, a loro volta opere critico/narrative: meraviglioso, fra tutti, il ricordo e omaggio a Elisabetta Viarengo Miniotti che, a partire dal titolo “Di arte e di fervore”, è una vera e propria elegia classica.
Ogni Recensione è un’opera originale che intreccerà nuovi dialoghi con i lettori.
Il mio pensiero, su questo tema, corre subito a Italo Calvino, che tanto ha indagato e sperimentato sulla relazione biunivoca tra letteratura e lettori. In “Lezioni americane – Leggerezza” richiama il mito dell’uccisione di Medusa ad opera di Perseo attraverso un’astuzia – non la guarda mai direttamente ma attraverso il riflesso sul proprio scudo – che permette all’eroe di tagliare la testa al mostro senza lasciarsi pietrificare. Scrive Calvino "… Il rapporto fra Perseo e la Gorgone e complesso: non finisce con la decapitazione del mostro. Dal sangue della Medusa nasce un cavallo alato, Pegaso; … con un colpo di zoccolo sul Monte Elicona, Pegaso fa scaturire la fonte da cui bevono le Muse… Quanto alla testa mozzata, Perseo non l’abbandona ma la porta con sé, nascosta in un sacco; quando i nemici stanno per sopraffarlo, basta che egli la mostri sollevandola per la chioma di serpenti, e quella spoglia sanguinosa diventa un’arma invincibile nella mano dell’eroe…"
Nel leggere le recensioni di Enza Prunotto mi sono sentita parte di questo continuum.

La vita guarita
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